sabato 18 giugno 2011

http://it.wikipedia.org/wiki/Stella_degenere


In astronomia il termine stella degenere è utilizzato per definire in maniera collettiva lenane bianche, le stelle di neutroni e gli altri corpi celesti costituiti da materia esotica, tutti generalmente di dimensioni piccole a dispetto della loro grande massa. Un sinonimo di stella degenere è stella compatta, che però è utilizzato per quegli oggetti, tra cui i buchi neri, la cui esatta natura è sconosciuta ma i dati ottenuti dall'osservazione suggeriscono che abbiano una massa elevata ma piccole dimensioni.

domenica 7 novembre 2010




Con il termine checklist (in italiano lista di controllo) si identifica qualsiasi elenco esaustivo di cose da fare o da verificare per eseguire una determinata attività.

La spunta degli elementi di una checklist è il metodo più semplice e sicuro per portare a termine attività che prevedono molti passi e che richiedono particolare attenzione.

La checklist è un documento che fa parte di un processo. Più propriamente è lo strumento per la "verifica procedurale" del processo stesso. Viene utilizzata quando e se il processo non ha raggiunto l'obiettivo previsto; quindi "a posteriori". L'elenco delle attività "da mettere in atto" costituisce, più correttamente, in una "Linea Guida".




    domenica 6 dicembre 2009

    "Oh els qui la paterna Tebes habiteu, mireu Èdip,
    ell, que els cèlebres enigmes va saber, i fou poderós,
    l'home de les grans fortunes, envejat dels ciutadans,
    a quin tràngol d'espantosa desventura ha pervingut!
    De manera que, el qui sigui moridor, cal esperar
    l'últim dia a proclamar-lo venturós, quan passarà
    la monjoia de la vida sense haver sofert cap dol"

    lunedì 26 ottobre 2009

    bu! cmarcs il sale,venezia dal 28 ottobre


    otto artisti, otto proposte, un percorso

    28 ottobre – 14 dicembre 2009

    Opening + dj Stra - 28 ottobre a partire dalle 18

    I nostri bookmarks intendono proporre un percorso possibile nel lavoro di otto artisti emergenti, differenti per media impiegati e tematiche affrontate. L'idea di ricorrere al termine bookmark (segnalibro) ci pare utile proprio per indicare un itinerario fatto di pratiche eterogenee.

    I bookmarks rappresentano, oggi, uno degli elementi costituenti della dimensione sociale della rete. Non solo elenchi e promemoria personali, ma strumenti di condivisione che vengono diffusi e scambiati per aprire nodi della rete e per allargare comunità.

    Con questo spirito, oltre alle opere, nella mostra sarà inserito uno spazio in cui ogni visitatore potrà proporre i propri bookmarks artistici e consultare quelli degli altri. L'idea è quella di declinare lo spazio espositivo come social bookmarking, in cui non siano (come accade nei motori di ricerca) algoritmi a guidare la nostra navigazione, bensì scelte semantiche dei singoli visitatori.

    Our bookmarks want to suggest one possible path through the work of eight artists, different in terms of media and topics. The idea of using the term bookmark seems useful in order to describe an itinerary made of very different artistic approaches.

    Bookmarks are today one of the constituent elements of the social dimension of the net. Not only lists and personal reminders, but actual instruments of sharing which can open the net to new knots and can enlarge existing communities.

    Following this logic, besides the works of art, the exhibition will host a space in which every visitor will be free to write his/her personal art bookmarks and to read other’s suggestions.

    The idea is that of thinking the exhibition space as a process of social bookmarking. This means that we are not using algorithms (as it happens with traditional search engines) to guide the navigation but rather a series of semantic choices of the single visitors.

    Artisti

    Osvaldo Galletti

    Osvaldo Galletti è nato a Treviso nel 1980, si è laureato in filosofia all´istituto universitario Cà Foscari. Ha seguito alcuni corsi d´arte alla facoltà di architettura di Venezia. Tra le sue esperienze espositive: la partecipazione al workshop "Real Presence" a Belgrado, l’esecuzione di una performance alla Fondazione Mudima di Milano per L´associazione Takla e il progetto di una serie di costumi per la parata del carnevale Ambrosiano.

    Giacomo Giovannetti

    Giacomo Giovannetti e' nato a Senigallia il 4 febbraio 1983.
    La sua opera nasce da un idea di arte che, dall'ombelico esterno dell'artista, passi al"coshco", ombelico interno del cosmo che nella tradizione Kechua rappresenta un baricentro possibile dove appoggiare la totalita'.

    Cerca una prospettiva visiva che non escluda, una carezza alla frammentarietà delle nostre vite verso una pluri-identita' possibile: ludica, familiare, intima, multisessuale profondamente

    passionale, animale, interculturale e sinceramente amichevole.

    Vive ad Ambato, in Ecuador,dove sta creando un centro artistico per ragazzi che vivono in strada.

    GRID

    GRID è una collaborazione tra Paolo Caffoni (Italia1984) e Jose Roberto Shwafaty (Brasile 1977). GRID nasce a Milano nel 2008, ma oggi i suoi fondatori vivono a Berlino e S.Paolo. GRID affronta campi di lavoro differenti, il design critico, l’economia politica e le possibilità di distribuzione. I media impiegati vanno dalle conferenze, alle pubblicazioni agli interventi, fino ai progetti curatoriali


    Stefano Lupatini

    Nato a Brescia il 27 Novembre 1976. Vive e lavoro a Milano

    Si avvicina alla pratica artistica come autodidatta focalizzando l’attenzione soprattutto su artisti la cui ricerca trova applicazioni nell’ambito sociale e politico.

    Mostre recenti: “I was a football player” Assab one, Milano (personale)

    “L’urlo e il furore” Nowhere-gallery, Milano ( collettiva)


    Fabrizio Perghem

    La sua poetica si sviluppa partendo dall´estetica del vuoto, avvicinandosi sempre di più alle attitudini dell´Arte Povera e dei movimenti Postminimalisti. Usa preferibilmente materiali di scarto ed effimeri, scandagliandone le possibili qualità energetiche intrinseche. Esaltando il carattere empirico della scoperta, tenta, attraverso il tempo e lo spazio, di creare installazioni in-situ utilizzando gli archetipi del gesto. Usando la strategia della precarietà cerca di non ridurre il suo lavoro ad una forma finita, un oggetto privo di vita, ma in costante trasformazione, capace di contenere in sé il proprio superamento. Centrale è il tentativo di inserire il fattore dell´esperienza nella percezione del lavoro, in modo tale che lo spettatore possa ricostruirne il processo, puntando sul fatto che l´instabilità di qualsiasi atto di conoscenza alimenta il ruolo cognitivo dell´arte.

    Giuliana Racco

    Giuliana Racco è nata a Toronto, Canada, nel 1976. Attualmente vive e lavora tra Bologna e Venezia. Qui si è specializzata presso la facoltà di Design e Arti dello IUAV ed ha ottenuto l’assegnazione di uno studio dalla Fondazione Bevilacqua La Masa. Ha esposto in numerosi spazi e contesti internazionali. Il suo libro Survival English è pubblicato da Marguerite Waknine Editions (Angoulême, 2008). La sua pratica coinvolge una varietà di processi e di media, spesso implicando una riflessione a proposito di concetti quali tattiche di sopravvivenza, linguaggio e comportamenti.

    Fabrizio Sartori

    Fabrizio Sartori nasce a Roma dove studia architettura e pittura. A Madrid nel 2006 segue un corso di regia, lavora come educatore per l’infanzia ed inizia la collaborazione con alcune gallerie spagnole ed italiane. Da due anni vive a Venezia dove studia Arti Visive allo IUAV, ed è in procinto di laurearsi. Ha partecipato a diverse mostre e festival tra cui Quotidiana 09 a Padova ed il Festival della Bassa Risoluzione da poco conclusosi a Bari.

    Videotrope + Marco Ceccotto

    "Noi non esistiamo, tuttavia è possibile trovare delle prove sulle apparizioni di Videtrope presso www.videotrope.tv"

    Marco Ceccotto
    Vive e studia a Trieste. La sua ricerca sul suono si sviluppa in parallelo agli studi in ambito filosofico
    ed è attualmente orientata, da una parte, all’esplorazione di paesaggi sonori e dei rapporti tra azione, percezione e ambiente in sistemi complessi, e dall’altra, alla creazione di strumenti
    elettronici autocostruiti e all’utilizzo di FLOSS (Free/Libre/Open
    Source Software).

    mercoledì 17 giugno 2009

    con mi amigo galo


    Nasrudin entró a una casa de té y declamó: "La luna es más útil que el sol". "¿Por qué"? le preguntaron.

    "Porque por la noche todos nosotros necesitamos más luz."