di ri torno da lon dra.
dove le gallerie si confondono con i negozi di scarpe e i negozi di scarpe invadono le gallerie.
tra la tanta arte costruita,la perfomance migliore mi è sembrata spontanea: oltre manor house un bambino camminava impugnando uno spic e span, forse di sua mamma e con devozione lucidava gli angoli preferiti della sua strada.
il logo in una vetrina,lo sticker su un cassonetto,il vaso di una pianta,la lettera w del wait del semaforo per i pedestrianz...
parlai con lui, per quanto fosse preso dal suo fare e altre immagini, forse un po' più tristi, mi arrivarono alla mente: bambini "altri", riempivano la semantica dell'opera del piccolo cleaner boy.
TALMENTE VERO DA SEMBRARE ARTE.
poi.
ho visto un uomo anziano maledire la sua solitudine mentra spingeva da solo la sua sedia a rotelle su cui era seduta una spesa minima in un sacchetto azzurro.
ho visto un uomo e una bambina camminare paralleli nonostante i loro piedi andassero in direzioni opposte.
ho visto i topi,tanti rifiuti e le ambiguità delle ricchezze e delle libertà.
ho avuto tempo per chiacchierare ed ascoltare il giovane Omom,conoscere belle persone,organizzare mostre e progetti.
ho anche conosciuto galleristi che hanno apprezzato il mio lavoro senza vederlo.
BAM!
Questo è il momento.
ho riempito quaderni di studi e bozzetti:la creatività come un flusso invasivo ha trasformato anche questo tempo in arte.
Sempre oltre ad ogni mio volere.
Ora è pronto il materiale da trasformare in energia.
Come una formica inconsapevole si è compiuta la mia opera con spontaneità.
E c'è una scritta che leggo in ogni parete e so che non parla solo a me, forse è solo una pubblicità, ma poco importa, perchè l'importante è che il nostro sguardo si senta chiamato.